Il D.Lgs. 20 febbraio 2026, n. 30 introduce regole più rigorose sulle asserzioni ambientali, per contrastare il greenwashing e tutelare la trasparenza verso i consumatori. Ogni claim dovrà essere verificabile, pertinente e non ambiguo, in linea con le norme ISO 14020.
Stop a etichette non certificate, claim generici (“sostenibile”, “ecologico”), dichiarazioni parziali e neutralità climatica basata solo sulla compensazione. Per le imprese agroalimentari significa integrare strumenti tecnici come LCA, carbon footprint e schemi consolidati (UNI 11233, SQNPI, biologico).
La vigilanza è affidata all’AGCM, con sanzioni fino a 10 milioni di euro o al 4% del fatturato. Una riforma che rafforza la responsabilità etica delle imprese e sostiene una comunicazione ambientale credibile.
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INFOGRAFICA Cosa cambia nella comunicazione ambientale dell’agroalimentare
