Dalle coltivazioni ai prodotti trasformati, controlli e certificazione garantiscono la conformità del biologico lungo tutta la filiera. Il nuovo Marchio Biologico, protagonista a SANA Food 2027, rafforza la riconoscibilità delle produzioni italiane.
Dal campo al prodotto finito, il biologico è un sistema fatto di regole, controlli, verifiche e tracciabilità lungo tutta la filiera. La conformità deve essere dimostrata, fase dopo fase, dalla coltivazione alla trasformazione, fino al confezionamento e all’etichettatura. È qui che interviene la certificazione, che controlla se la normativa europea è stata rispettata e rende tracciabile e verificabile il percorso del prodotto.
IL NUOVO MARCHIO BIOLOGICO ITALIANO
A questo sistema si aggiunge una novità importante: il Marchio Biologico Italiano, introdotto dal decreto del 26 maggio 2026 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 luglio. Il contrassegno, a utilizzo volontario, è destinato ai prodotti biologici ottenuti da materia prima italiana e punta rendere più riconoscibile l’origine italiana del bio, offrendo al consumatore un ulteriore elemento di consapevolezza.
Se ne parlerà a SANA Food 2027, insieme al ruolo della certificazione nelle diverse filiere del biologico.
LE FILIERE PROTAGONISTE A SANA FOOD 2027
Dall’olio extravergine di oliva ai fermentati, dai grani antichi, farine e pasta ai legumi e alle proteine vegetali, fino a frutta, verdura e frutta secca: cinque cluster che raccontano la varietà e la continua evoluzione del mondo bio. Filiere diverse, ma accomunate da qualità, origine, trasparenza e tracciabilità.
CERTIFICARE PER CREARE VALORE
Per il consumatore è una garanzia, per le imprese uno strumento di credibilità e valorizzazione della propria produzione.
A SANA Food 2027 il confronto sarà anche su questo punto: come certificazione e nuove forme di riconoscibilità possano contribuire a rafforzare il valore del biologico italiano.
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